La malattia di Alzheimer. Una patologia declinata al femminile?
La demenza è una malattia cronico-degenerativa caratterizzata da un deterioramento delle funzioni cognitive superiori. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la demenza costituisce un problema di salute pubblica. Nel mondo le persone affette da demenza sono più di 55 milioni e le previsioni stimano che nel 2050 saranno oltre 150 milioni.
Nel nostro Paese, le persone affette da demenza, sono circa 1 milione e mezzo.
La malattia di Alzheimer (MA) è la forma più frequente, rappresentando circa il 60% di tutte le demenze. La MA è una malattia neurodegenerativa che tende ad aumentare in modo esponenziale con l’età. La MA ha un inizio subdolo e la diagnosi precoce risulta di estrema difficoltà. La valutazione neuropsicologica ha una grande importanza nell’individuare i primi sintomi della malattia. Molto delicati sono gli aspetti etici in quanto la malattia è caratterizzata da una incapacità di assumere decisioni e di esprimere spesso i propri bisogni e necessità. Al momento non esiste un farmaco in grado di arrestare l’evoluzione della malattia, anche se negli ultimi anni la ricerca ha individuato molecole molto promettenti che fanno ben sperare. Negli ultimi decenni, in assenza di un farmaco in grado di incidere sull’evoluzione della malattia, si sono sviluppati una serie di Interventi e/o Terapie non farmacologiche per migliorare la qualità di vita del malato e dei loro famigliari.
Date:15 marzo 2025
Sede: Sala Chiosso, Via Conceria n. 2 – Chieri
Posti disponibili: 100
Crediti ECM: n. 7
Responsabile Scientifico: dott. Fausto Fantò
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